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OnStage

Prefazione al libro OnStage

ottobre 5, 2012 | Posted By: | MyWords · News |

Prefazione di Cesare Cremonini

I concerti, ad oggi, sono l’unica forma di intrattenimento musicale capace di combinare il passato più remoto con il presente, permettendo di toccare con mano il futuro. E che futuro! Tecnologia e talento, cuore e cervello, negli show di oggi sono sempre più al centro dell’attenzione rispetto al recente passato e trovano sul palco di un artista popolarissimo, così come di un cantautore di nicchia, il loro ambiente ideale in cui crescere, svilupparsi, mano nella mano con chi la musica la fa davvero e ci investe denaro e fatiche. “L’elemento umano della macchina”, canta Jovanotti in una sua recentissima canzone. È di questo che si tratta. È questa la sfida: restare umani, sudati, bollenti, quindi irripetibili, ineguagliabili, in un mondo che offre ogni giorno affascinanti novità tecnologiche che sono soprattutto opportunità da riconoscere al volo, non per questo però facili da cavalcare. Sempre più artisti hanno deciso negli ultimi anni di lanciare un disco partendo dal tour, mischiando così il genio creativo con il corpo, l’improvvisazione con l’esperienza. Quel sudore rappresenta per il pubblico una verità che una comunicazione ripetitiva, di cui si è abusato in passato, aveva reso indistinguibile. Persino il fascino di progetti imposti (pericolosamente) sta vacillando di fronte alle aspettative di un pubblico non più così ingenuo. Un pubblico che, messo al centro dell’uragano di informazioni sempre più veloci e continue, non può sostenere l’attenzione senza esperienza diretta. Vuole toccare con mano. Così eccoci “negli anni sessanta del duemila”! Nuove canzoni portate in giro da artisti e musicisti di talento che, per viaggiare, guidano un nuovo mezzo molto più veloce e stimolante, la rete, ma che per questo non possono abbandonare il furgoncino con la batteria schiacciata nel baule. Due entità apparentemente all’opposto, quella reale e quella virtuale, la pelle umana e l’arte grafica, il suono e l’immagine, che riescono magicamente a unirsi e a fondersi in una sola forma, in un solo irripetibile momento: il concerto. è quella l’onda su cui dobbiamo surfare, quello il momento della verità. O ne sei capace o rischi la pelle. E non è roba per tutti. Questo libro racconta, attraverso lo sguardo di chi di musica e concerti se ne intende davvero, il momento esatto in cui questo processo di trasformazione sta avvenendo. Nelle pupille di Zucchero, Jovanotti, Ligabue, The Strokes, Santana, Fabri Fibra, Jack Johnson, Vasco Rossi, Roger Waters e dei tanti altri artisti italiani e stranieri immortalati nell’enfasi dei loro concerti, tra cui il sottoscritto, c’è la luce di un’alba che non perde mai di vista il significato dell’arte, ma che senza nostalgia, guarda dritto negli occhi il futuro. Sono occhi affamati i nostri, sguardi ambiziosi, veri, felici.

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